Benedetto Colui che viene nel nome del Signore

Tratto da “La fontana del villaggio”

No, colui che viene nel nome del Signore non sono io, è Gesù, certo.

Il vangelo è molto chiaro in proposito (Cfr. Mt. 21,9)

Eppure domani è il giorno del mio ingresso solenne nella parrocchia di San Benedetto ed io non posso fare a meno di pensare all’ingresso solenne di Gesù nel suo tempio, sentendomi però non come il Signore, ma piuttosto come il somaro che lo portava.

Come si sarà sentito qel povero somaro? Sarà stato frastornato, come lo sono io, da tutto quel clamore intorno? Avrà pensato anche lui, come me, in un attimo di sventatezza e di superbia, che tutto quell’entusiasmo era per Lui? Stai al posto tuo somaro! Non portare te stesso, porta il Signore e la gente ti vorrà bene perché vuol bene a Colui che porti.

E’ un bene che in questi due mesi sia stato tanto preso dal mio nuovo ministero da non avere assolutamente il tempo di pensare ad altro, così ho evitato il panico e le emozioni che si accompagnano sempre ad eccessivi personalismi. La festa per il nuovo parroco non è la festa per un uomo (e cosa mai avrebbero da festeggiare i miei nuovi parrocchiani che mi conoscono così poco?), ma per Gesù sacerdote, che torna a morire e risorgere nel sacrificio eucaristico per il suo popolo, che torna a perdonare i peccati nella Confessione, a guarire i malati nell’Unzione a consigliare e guidare nella direzione spirituale, ad insegnare nella Catechesi…

Perché il Signore abbia scelto me per rappresentarlo in tutto questo è un mistero che dopo più di venticinque anni ancora non mi so spiegare, una cosa ho imparato, che devo fare ciò che si chiede a un bravo somaro: portare senza lamentarmi il mio peso e docilmente mettere un passo davanti all’altro, senza fermarmi mai, lasciandomi guidare dove il mio Cavaliere mi vuol condurre.

Però è bello sentire l’affetto di tanti amici vecchi e nuovi. I vecchi mi accompagnano e quasi mi consegnano, in un ideale passaggio del testimone, ai nuovi e questo dà il senso di una continuità, di una permanenza… In fondo San Valentino e San Benedetto sono due aspetti dell’unica e medesima Chiesa che servo con amore, sarà bello vedere queste due comunità incontrarsi e idealmente abbracciarsi in questa consegna.

Il cambio del parroco è sempre un momento importante di rinnovamento per una comunità parrocchiale, un momento in cui ansie e speranze si concentrano e si aprono mille possibilità, mille futuri, è un nuovo inizio e dunque una nuova immissione di Grazia, il Signore mi conceda di essere all’altezza di tante aspettative, di non sprecare tutti i doni che già sta facendo a me e al mio popolo.

P.S.

Qualcuno mi ha chiesto come mai avevo scelto Halloween come giorno del mio ingresso solenne…

Comunque la cerimonia sarà domani, 31 Ottobre alle 18.30

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