30 Gennaio, una battaglia comune a laici e cattolici, credenti e non credenti

Borre

Nota dello Staff

I giornali dipingono coloro che si oppongono al DDL Cirinnà come dei retrogadi, integralisti, fermi al medioevo, segregati nelle loro chiuse comunità.

In realtà noi non siamo soli: ci sono tantissime donne e uomini non credenti che hanno capito quanto questo DDL sia sbagliato ed hanno percepito l’obbligo morale di opporsio.

Uno di loro è Lorenzo Borrè che ci ha raccontato le sue ragioni.

Il 30 gennaio sarò al Circo Massimo per dare voce e sostegno ad una mobilitazione che non ha per scopo quello di negare pretesi diritti, ma difende il concetto prepolitico di dignità della persona e l’idea che il vivente non debba cadere sotto il dominio della Tecnica.

L’art. 5 del DDl Cirinnà, se approvato nella sua attuale formulazione, consentirebbe infatti “l’adozione -da parte del partner dello stesso sesso- del figlio biologico dell’altro partner” anche nei casi in cui il bambino sia nato grazie al ricorso a procedure di maternità surrogata e di fecondazione eterologa, codificando il diritto di adottare un bambino che è stato reso intenzionalmente “orfano” di uno dei due genitori, e per l’esattezza del genitore “donatore” o “surrogante”, da parte di chi ha coscientemente fatto ricorso a una procedura di filiazione che porta alla espulsione, dalla vita del concepito, del genitore biologico (il quale dovrebbe poi essere “surrogato” dal partner dell’altro genitore biologico che ha fatto ricorso a detta procedura), il tutto in un contesto in cui , a fronte della vuota formula ideologica di “genitorialità intenzionale”, si vuole in realtà far passare il principio più brutale, ma aderente ai fatti, di “orfanizzazione intenzionale”.

Questa è la linea del Piave che l’ideologia del postumano intende sfondare: introdurre il principio che il rapporto di genitorialità, grazie alla Tecnica e alle possibilità economiche di chi vi ricorre, non presuppone genitori di sesso diverso, nè un legame genetico, essendo sufficiente l’intenzione di essere “genitore” (sic) di un “figlio”.

Non sono in ballo, dunque, le istanze di riconoscimento di applicazione di misure di solidarietà sociale tra persone dello stesso sesso, ma le fondamenta stesse dello statuto antropologico naturale: in buona sostanza il DDL in questione mira a accogliere nel nostro Ordinamento, in via indiretta o “di principio”, l’istituto della filiazione omogenitoriale attuata attraverso la fecondazione eterologa e/o la maternità surrogata e quindi a fondare uno statuto antropologico incentrato:

1) sulla “orfanizzazione intenzionale” del nascituro, al quale viene precluso -recidendolo- ogni legame con uno dei due genitori biologici e ciò, per quanto riguarda la maternità surrogata, in palese violazione del Sesto Principio della Dichiarazione Universale dei Diritti del fanciullo (secondo il quale “salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non può essere separato dalla madre”) e sulla negazione del diritto del nascituro a conoscere l’identità di entrambi i genitori biologici e a mantenere un rapporto affettivo con loro;

2) sulla sostituzione del legame socioaffettivo tra genitori con la regolamentazione contrattuale della intera procedura di PMA e sulla deresponsabilizzazione genitoriale del Donatore/Surrogante;

3) sulla sostituzione della sessualità riproduttiva con procedimenti standardizzati di produzione del vivente (peraltro non legati alla condizione di sterilità assoluta del singolo componente della coppia, ma alla semplice volontà di avvalersi di detta procedura da parte di coppie dello stesso sesso).

4) sulla mercificazione del vivente propria di dette procedure (utero in affitto, cessione di gameti). Il DDL denota dunque un’impostazione fondata, in ultima analisi, sulla rivendicazione di diritti che si basano sulla “cosificazione” (rectius: reificazione) dell’uomo, sottoponendo il vivente alla logica delle leggi di Mercato: come sopra accennato, infatti, l’intero sistema procreativo artificiale si fonda su un atto dispositivo del nascituro in cui il legame sociale e il rapporto sessuale generativo tra un uomo e una donna sono sostituiti da una transazione di natura privatistica che ha ad oggetto la produzione di un essere umano.

Sono questioni, quelle che ho citato, che non riguardano solo i cattolici o i soli credenti, ma che coinvolgono la cultura, l’antropologia, i legami sociali, l’idea di dignità della persona, elementi prepolitici e prereligiosi, su cui si basa l’idea di comunità e, in ultima analisi, l’idea stessa di democrazia fondata sul consenso e la libertà di uomini e donne liberi, liberi anche di amare, ma non di ridurre a prodotto merceologico un bambino.

Concludo questa mia lettera con le parole di un filosofo a me particolarmente caro, Pietro Barcellona, che con i suoi scritti mi ha aperto gli occhi e la mente sulla posta in gioco, queella che tutti siamo chiamati a difendere il 30 gennaio:

“Se noi stacchiamo il fatto procreativo dalla relazione affettiva e sessuale si può ipotizzare un futuro in cui la produzione degli esseri umani avviene totalmente attraverso le macchine. Una volta combinato tecnicamente l’ovocita e lo sperma, si procederà a costruire artificialmente degli esseri umani. La scienza potrà arrivare a questo.

Il problema non è impedirlo. La ricerca deve fare i suoi percorsi per capire quello che può della vita. Ma l’uomo non deve consentire che tutto ciò che è tecnicamente fattibile diventi lecito. […]

Il patrimonio genetico è un bene che appartiene alla collettività storica nella quale si è formato. Come debbono essere beni condivisi l’ambiente, le piazze delle città, aspetti della vita economico sociale, così ci sono questioni che riguardano la cultura e la antropologia che non possono essere a disposizione di una libertà senza limiti; . […]è veramente strano che da tante parti della società si invochi la necessità di misure contro la brutale logica dei mercati finanziari di sottrarre alle decisioni individuali tutto ciò che attiene al cosiddetto bene comune, e che si invochino giustamente limiti alla ricchezza in nome della solidarietà e dell’equità redistributiva, e che poi invece si affidi assolutamente all’arbitrio individuale ciò che riguarda la vita e la morte dei membri della comunità nazionale (intesa naturalmente non come organismo ma come insieme di gruppi).

Non ci si può battere per una visione solidaristica che tende giustamente a limitare l’arbitrio individuale nell’uso delle risorse naturali e poi si proclami la radicale libertà individuale nei campi della vita e della morte dove si sviluppa e costruisce l’identità culturale dell’intera società”.

Lorenzo Borrè

Ed è per oppormi a tutto questo che sarò al circo massimo

9 risposte a “30 Gennaio, una battaglia comune a laici e cattolici, credenti e non credenti”

  1. Caro Dario,

    le tue osservazioni cortesi nella forma, e di questo ti ringrazio, mi sembrano alquanto assertive nel merito e si risolvono, in alcuni passaggi, in assunti connotati da quella pregiudizialità (o apoditticità) che contesti a me come estensore dell’appello.
    Ma veniamo al merito e alla prima questione: la Tecnica, sgombrando però preliminarmente il campo da un equivoco: io non faccio alcuna distinzione riguardo al sesso o all’orientamento sessuale di chi ricorre alla PMA, perchè considero il ricorso alla PMA condannabile in radice e ciò in quanto -e veniamo al punto- la Tecnica diventa il sostituto della Natura e non uno strumento per curare. Nella PMA non c’è la cura di un organo che non funziona adeguatamente, ma la sostituzione di una mancanza originaria e il rifiuto dell’accettazione del senso del limite (limite che è ben diverso, ontologicamente, dalla malattia che la scienza, la scienza!, può curare).
    Venendo poi all’affermazione che risulta provato che i bambini nati a seguito di procedure di PMA e cresciuti da coppie omosessuali siano felici, posso citare con pari assertività- che esistono anche testimonianze che provano il contrario, ma non è questo il punto.
    Il punto, secondo la mia opinione, è che nella PMA si manifesta -in chi vi ricorre- un impulso di padronanza nei confronti del nascituro, di cui si delibera intenzionalmente lo status di orfano di uno dei due genitori biologici, con relativo collasso delle correlate relazioni parentali; il che comporta, in radice, la negazione del diritto all’identità del bambino, identità che si fonda anche sulla consapevolezza e conoscenza del proprio retaggio biologico, perchè l’ereditarietà è quel che dà, ad un non cattolico come il sottoscritto, l’idea di trascendenza e appartenenza comunitaria, l’esser parte di un telos.
    Questo, ripeto, a prescindere da chi ricorre alla PMA.
    Diceva poi, riguardo alle donne canadesi, che il loro è un atto d’amore.
    Come la cessione del bambino che si è portato in grembo e con cui si è creato un legame che va oltre il dato biologico, sia un atto d’amore, sfugge alla mia capacità di comprensione. Può esserci -e c’è senza dubbio- il consenso, ma F. Engels nel suo Anti Duhring ci ricorda che il consenso può esserci anche nella schiavitù e citava a proposito il caso dei contadini tedeschi che rifiutarono di essere affrancati chiedendo di rimaner nello stato di servitù….
    Quanto al dire che io non avrei manifestato o espresso dissenso verso gli esecrabili episodi che cita, converrà con me che questo è un pregiudizio in quanto non mi conosce e le confermo che posso facilmente smentirla.
    La mia presenza in piazza, se la può confortare, non sarà -e non potrebbe mai essere- contro gli omosessuali (tra i quali ho molti amici che condividono con me la contrarietà all’adozione omogenitoriale e al ricorso alla Tecnica come sostituto della Natura, sia per etero che per coppie dello stesso sesso), ma per i motivi che ho elenacto nella mia lettera.
    Cordialmente
    Lorenzo Borrè

  2. Caro Lorenzo, faccio due considerazioni: opporsi alla Tecnica in un mondo come il nostro dove tutto è Tecnica mi sembra un ragionamento antidiluviano. Senza la tecnica non avresti scritto questo post, non avresti preso l’auto per andare al lavoro, non avresti curato le tue malattie (se ne hai avute, spero per te di no) e non mi rispondere che sono cose che aiutano l’uomo perché attraverso i computer si consumano crimini orrendi tipo la pedofilia online, negli incidenti d’auto muoiono più persone in un anno che per tumore, lo studio dei farmaci e delle tecniche mediche implica il sacrificio di milioni di cavie da laboratorio e la storia c’insegna anche gravissimi casi di sfruttamento del terzo mondo (vedi costi dei farmaci per curare l’AIDS ad esempio(. Tutta la tecnica può essere positiva o negativa a seconda di come si usa. Seconda considerazione: perché si bandisce l’arma della tecnica solo quando si parla di coppie omosessuali? Quanti dei partecipanti al Family Day sono andati in Spagna od altrove per ricorrere alla fecondazione eterologa? Quante coppie eterosessuali hanno fatto ricorso alla GPA negli anni (tecnica nata per loro ed usata al 95% da coppie eterosessuali? Perché questo furore giustizialista non vi è mai sorto quando ciò accadeva ed accadeva anche vicino a voi, tra i vostri amici e conoscenti? Perché non andate in piazza per proteggere quei poveri bambini che purtroppo vediamo spesso nei telegiornali morti sulla spiaggia di qualche isola greca nel tentativo di raggiungere l’Europa? Perché non siete andati in piazza per protestare contro la piaga della pedofilia nella chiesa che ha coinvolto migliaia di poveri bambini nel mondo? Perché invece vi occupate solo di bambini che, per quanto possiate non essere d’accordo con il mondo in cui nascono, è provato che vivono una vita felice e senza problemi in famiglie che li adorano e li crescono con amore (e non ci sono solo gli studi scientifici che lo provano ma anche l’esperienza diretta e se vuoi t’invito a casa mia per vedere e parlare con i miei figli e farti un’idea diretta di queste realt)? Ecco, mi piacerebbe che il vostro accanimento si rivolgesse a tutti i casi in cui i bambini soffrono non solo ad una parte. Altrimenti, perdonami, le tue parole mi sanno tanto di furore ideologico, pregiudizio e da ultimo omofobia. Invece di andare in piazza (o prima di andarci) vieni a conoscerci e poi decidi cosa è meglio fare. Un saluto. Dario De Gregorio

    1. Caro Sig. De Gregorio,

      per prima cosa voglio darLe il benvenuto nei nostri spazi e ringraziarla di aver condiviso con noi le sue idee.

      Certamente Lorenzo le risponderà ma mi farebbe piacere precisare alcune cose per Lei e per gli altri fratelli.

      La tecnica è uno strumento messoci in mano dal nostro Signore (così come il denaro, il sesso, i nostri talenti e la nostra autorità) e, come tale, è cosa tanto buona quanto l’uso che ne facciamo.

      Ciò che è sbagliato è il ragionamento che collega la possibilità di fare una cosa con il diritto di farla.
      Con questa logica folle è possibile associare la capacità dei nazisti di costruire campi di concentramento con il diritto di uccidere ebrei, zingari, omosessuali e cattolici (tra i quali alcuni santi).

      Non conosciamo il comportamento di tutti i partecipanti ai Family Day passati e futuri: di certo riconosciamo che affermare l’immoralità di un comportamento è un passo avanti rispetto all’affermare il contrario.
      Non è la perfezione… ma è un passo avanti.

      Noi non crediamo che, per fare il Bene, bisogni essere senza peccato: pensiamo invece che questa condizione sia un comodo pretesto per fare i fatti propri.

      Per quanto riguarda la pedofilia, il fatto che noi non andiamo in giro con le forche invocando il linciaggio della gente non vuol dire che non la combattiamo.
      Parte il fatto che, per quanto ne so, i cristiani sono stati i primi a dire che la pedofilia è sbagliata mi risulta che, nonostante le campagne stampa orchestrate dai poteri finanziari multinazionali, le statistiche ci dicano una cosa sbagliata ovvero che il fenomeno è molto meno presente nella Chiesa che nel mondo laico… e nel mondo gay.

      Se ha numeri diversi me li mostri: sarà un piacere per me analizzarli e fare un articolo (è il mio mestiere). Però le chiedo NUMERI e FONTI, sig. De Gregorio, non allusioni infondate (che di quelle ne trovo già un sacco sui siti LGBT).

      Un ultima cosa, la fecondazione eterologa, l’aborto, lo sfruttamento del corpo della donna, lo sfruttamento dei poveri e degli ultimi, l’utero in affitto, la pedofilia sono uno scempio ed un insulto alla morale indipendentemente dalle preferenze sessuali di chi li esegue.

      E’ un po’ ora di smetterla di nascondersi dietro le proprie attività sessuali per fare gli affari propri sulla pelle dei più deboli.

      Cordialmente

      Guido Mastrobuono

      1. Una cosa che manca purtroppo in questo momento di polemica esacercata è il sano confronto al di là delegato ideologie. Per questo, e soprattutto per esperienza diretta, le posso dire che tutti coloro hanno accettato di conoscere la realtà delle famiglie omosessuali e della.mia in particolare sono rimasti spiazzati dal constatare l’assoluta normalità d’età nostra vita e di quella dei nostri figli che non corrisponde in nulla all’idea che avete. Le faccio un esempio: io non critico ad esempio in cammino neocatecumenale (e le ripeto si tratta di un esempio) sulla base di un pregiudizio ma perché ho partecipato più volte alle catechesi da loro organizzate. Mai mi permetterei di esprimere un giudizio su cose che non conosco. Leggo nelle sue parole affermazioni gravi che non rispondo a verità è che sono frutto della non conoscenza. Lei ha mai conosciuto una famiglia come la mia? Ha mai parlato con i miei figli? Ha mai parlato con le donne che in Canada ad esempio si offrono spontaneamente e gratuitamente per compiere quest’atto d’amore? Conosce la legislazione di questo paese in materia di gestazione per altri? Non sarebbe il caso, qualora lei non conoscesse queste cose di informarsi prima? Io non mi sono mai negato al confronto e sono pronto da domani a venire da voi a parlarne.se la donna che ci ha fatto questo dono immenso leggesse le sue parole trasecolerebbe a sentir parlare di sfruttamento ed altro, lei è una donna istruita, indipendentemente economicamente che ha scelto liberamente di farlo. Qui non si tratta di scelte sessualità ma affettive: io e mio marito (siamo sposati in Canada) condividiamo la nostra vita da 30 anni e mai sottolineo mai abbiamo passato una notte lontani l’uno dall’altro. La nostra è stata una scelta d’amore, abbiamo dato la vita a 3 splendidi bambini che non sarebbero nati se non li avessimo voluti. Sono anche loro figli di Dio? Esisteva un disegno divino anche per loro? Se sono nati credo di sì. Un’ultima cosa: sono sicuro che voi abbiate stigmatizzato i comportamenti da me elencati sopra ma perché solo contro il ddl Cirinnà avete scelto di scendere in piazza? Dare la vita a dei bambini è peggio che protestare per quei casi in cui ai bambini la vita è tolta o distrutta per sempre? Grazie comunque del confronto. Dario

        1. Da come scrive, ne deduco che Lei sia una persona istruita e preparata e, di conseguenza, fatico a considerare casuali alcuni elementi dialogici e retorici associabili, al contrario, a precise tecniche di comunicazione.

          Le due tecniche che, al momento, ho rilevato sono quelle della Personalizzazione e della Allusione.

          Personalizzazione
          La tecnica si basa sulla presunzione che chi non conosce un caso particolare non conosca il fenomeno.
          Nella fattispecie, Lei sostiene che il fatto (inoppugnabile) che non conosco la storia dei suoi bambini, del suo partner e Sua, implichi la mia impossibilità di esprimere un’opinione su pratiche quali la fecondazione eterologa e l’utero in affitto.

          Con la stessa logica, il fatto che non conosco dove abita lo scassinatore che mi ha rubato l’autoradio mi priverebbe del diritto di esprimere giudizi politici sull’opportunità di punire i furti.

          Le dico ciò che so.

          1) 1° Vittima: I bambini nati
          Le pratiche che prevedono la separazione del bambino dalla madre implicano il cosiddetto “trauma da abbandono” il quale è presente anche nel caso che il bambino sia adottato in culla.
          Questo trauma, oltre a generare sofferenza nel bambino, ha una forte impatto sulle difficoltà dell’adolescenza e sulle possibilità di crearsi una personalità equilibrata.
          Per questo le famiglie adottive devono essere solide, bilanciate e capaci di esemplificare in maniera chiare i codici paterno e materno.

          Vedi Rif. 1
          Vedi Rif. 2

          2) 2° Vittima: I bambini non nati
          Quanti embrioni stati fecondati e distrutti per produrre i vostri bambini?
          Quanti aborti?
          Quanti embrioni surgelati per sempre?

          Io ho solo pochi dati nazionali che però bastano al mio orrore.

          Dai dati del Ministero relativa all’anno 2012, ma pubblicati nel 2014 si evince che il numero di embrioni crioconservati negli ultimi anni si aggira intorno ai 19.000 (di poco inferiore) per anno, mentre il numero di embrioni scongelati per anno si aggira fra i 12.000 ed i 13.000. Dagli stessi dati del Ministero risultavano congelati, fra il 2009 ed il 2012, 61.552 embrioni mentre negli stessi anni ne venivano scongelati 35.289, con una differenza di 26.263. Difficile tuttavia determinare quanti di questi 26.263 siano in stato di abbandono. Si tratta, comunque, di alcune migliaia.

          Secondo la mia opinione (e l’opinione dei lettori di questo sito) quegli embrioni sono esseri umani in quanto, dopo la fecondazione, non esiste alcuna modifica dell’embrione che permetta ad uno scienziato serio di dimostrarmi una differenza qualitativa tra il prima ed il dopo.
          Quindi le chiedo: quanta gente è stata ammazzata per produrre i suoi tre bei bambini?

          3) 3° Vittima: Le madri surrogate
          Le mi può raccontare tutti gli aneddoti che vuole sulla sua vita (mettendo in pratica l’artificio retorico della personalizzazione) ma, in ogni caso, il dato di fatto mostra che la madre soffre (e tanto) al momento di separarsi dal bimbo.
          Inoltre le statistiche parlano di un business che si sta spostando verso i paesi più poveri dove le madri vengono private dei più elementari diritti in ragione della loro disperazione economica (e, per questo motivo, si sta parlando di riduzione in schiavitù).
          Questo ha spinto anche le femministe a denunciare gli orrori insiti in questa pratica.

          Vedi Rif. 3
          Vedi Rif. 4
          Vedi Rif. 5

          Per questi motivi io sono convinto che la pratica “dell’utero in affitto” sia profondamente ingiusto ed immorale e ritengo che sia mio dovere civile impegnarmi politicamente per impedirlo e punire chi ci lucra e se ne serve all’estero (come si fa con i pedofili).

          Ritengo che sia arrivato il momento di tracciare una linea e dire:

          BASTA! Oltre qua non vi facciamo andare!

          Se falliremo, almeno potremo dire di non essere stati vostri complici.

          Allusione
          Il secondo artificio teorico è basato su una presunzione di (mia) ignoranza basato su allusioni.

          Lei scrive “Leggo nelle sue parole affermazioni gravi che non rispondo a verità è che sono frutto della non conoscenza.”.

          Prego… mi corregga…

          Quali sono le affermazioni?

          Siamo tutti qui per imparare!

          1. Grazie della risposta e del tono civile che spesso non si riesce a tenere in discussioni su quest’argomento e che invece il confronto civile richiede soprattutto tra credenti. La prima considerazione che mi viene è che se una cosa sfugge alla sua comprensione credo sia il caso, se vuole che ciò non accada, che cerchi di comprendere ciò che ora non conosce. Da qui il mio invito a confrontarsi non sulle credenze o le ideologie ma sui fatti reali della vita. Come dice Papa Francesco dobbiamo creare ponti non steccati ed i ponti sono fatti per incontrarsi per conoscersi e per condividere. Lei non comprende, giustamente, ciò che non conosce ma questo, a mio parere, dovrebbe spronarla a cercare di esplorare realtà nuove e sconosciute. Io prima di fare volontariato mai avrei pensato di stringere la mano ad un barbone, mai avrei creduto di poter ridere e scherzare intorno ad un tavolo con malati di AIDS ex tossici ed ex prostitute. Eppure la voglia di mettermi in gioco, di capire quello che per me era una nebulosa mi ha portato a farlo, e per tanti anni. Da qui il mio invito a conoscere la realtà della mia famiglia e di tutte le famiglie arcobaleno d’Italia così come a conoscere e parlare con le donne che in Canada o negli Stati Uniti scelgono quest’atto d’amore. Se continua a pensare in termini di artificio retorico od altre figure di questo genere lei tira su le palizzatè che il Papa chiede di abbattere. Voi pensate che ricorrere alla GPA significhi svegliarsi un giorno, andare al distributore, infilare una monetina e portarsi a casa un figlio? Noi, prima d’intraprendere quest’avventura ci siamo documentati, abbiamo letto tonnellate di studi scientifici (e mi scusi ma su questo la contraddicono, non c’è uno studio affidabile che sia uno che dimostra che i figli di una coppia omogenitoriale siano penalizzati nel loro sviluppo. E non mi citi Regnerus che è tornato da solo sui suoi passi ammettendo molti errori nella sua ricerca), siamo andati a casa delle famiglie già costituite, abbiamo parlato con i loro figli, ci abbiamo messo anni prima di deciderci a partire. Oggi, ho tre figli felici dei loro due papà (ebbene si, sono felici può venire tranquillamente a parlarci) che conoscono la loro storia, a cui nulla è nascosto della loro origine. Io ho questo da offrirle: la mia, la nostra realtà, se lei mi continua a parlare in astratto ed in teoria quel ponte non verrà mai costruito perché non ci sarà stata la volontà d’incontrarsi. Ultimo punto: come già dicevo al moderatore del blog, non ho dubbi che vi siate scandalizzati ed abbiate provato ribrezzo per i crimini che ho enumerator nel precedente post, ma nessuno di voi due ha risposto alla mia domanda. Perché mobilitarsi in massa contro il ddl Cirinnà e non contro la pedofilia (nella chiesa e fuori), il massacro di bambini innocenti nel mediterraneo o in Siria, le vergognose condizioni economiche in cui versano molte delle famiglie italiane, l’assenza totale di una seria politica della famiglia in qualsiasi governo da 30 anni a questa parte? Grazie ancora per il confronto e per ospitarmi in questo spazio.

          2. Caro Dario,

            in parrocchia da noi, il lunedì sera, ospitiamo (e siamo ospitati) da un gruppo di amici più poveri.

            Quando il cibo basta, anche noi siamo anche ospitati da Loro e mangiamo tutti assieme.
            Sarebbe un onore ed un piacere se Lei volesse prestare servizio con noi anche perché ciò mi permetterà di conoscerla.
            Se lo desidera mi mandi una e-mail (cliccando qui) ed io le farò avere i miei recapiti.

            Le confesso una certa curiosità: ho altri amici omosessuali ma nessuno con prole.

            La mobilitazione in massa nei confronti del DDL Cirinnà è dovuta al fatto che esso si inquadra in una serie di interventi mirati a modificare la struttura della nostra società: questi interventi sono stati:
            . l’introduzione del gioco d’azzardo;
            . il tentativo di negare l’obiezione di coscienza nei confronti dell’aborto (proposta M5S);
            . il tentativo di togliere la libertà di parola (decreto Scalfarotto);
            . il divorzio breve (purtroppo introdotto);
            . la legalizzazione della coltivazione delle droghe leggere (purtroppo introdotto);
            . il DDL Cirinnà (un pasticciaccio legale costruito in modo da allargare il mercato della fecondazione e dare una mazzata alle adozioni internazionali effettuate da coppie eterosessuali);
            . la legge sull’eutanasia (in programma).

            Questi interventi hanno poco a vedere con i diritti degli omosessuali mentre centra molto con la deressponsabilizzazione delle multinazionali e la riduzione degli esseri umani a “merce”.

            La pedofilia (così come, per esempio, lo stupro) è un crimine e non ha senso manifestare contro un crimine e la guerra in Siria è un crimine perpetrato da Stati (diversi dal mio): non ha senso manifestare contro di essa in quanto i criminali se ne fregano della manifestazione.
            I criminali vanno perseguiti: cercando se possibile di non fare troppe vittime tra gli innocenti.

            Il DDL Cirinnà è una parte di un piano politico che… magari… potrà essere interrotto mostrando il nostro numero e minacciando la creazione di un nostro partito.

            Un saluto

            Guido

          3. Grazie Guido, le ho mandato la mail. Mi consenta di dissentire sull’elenco di temi che lei mette insieme in maniera un po’ artefatta perché tutti diversi tra loro. Sul gioco d’azzardo sono d’accordo con lei, andrebbe eliminato in quanto piaga sociale dilagante, l’aborto volenti o nolenti (io non avrei mai fatto abortire la ragazza che ci ha donato tre figli) è una legge dello stato ed è troppo comodo l’obiezione di coscienza. A me è negata la possibilità di sposarmi, se io decidessi di non pagare le tasse per quella parte percentuale che costa il mantenimento delle strutture dedicate al matrimonio civile sostenendo l’obiezione mi arriverebbe la cartella di Equitalia; se non vi piace la legge sull’aborto lottate per cambiarla non sostenete l’obiezione. Il decreto Scalfarotto non toglie nessuna libertà di parola, smettetela con queste bugie! Così come è stato modificato (da politici vicino a voi) alla camera non solo non toglie nulla ma anzi introduce deroghe pericolosissime alla legge Mancino per cui se mettiamo un razzista inserito in un partito cominciasse a predicare l’odio verso gli ebrei non potrebbe più essere perseguito perché rientra nelle fattispecie (appartenenza ad un partito, ad una confessione religiosa ecc) cui è consentito derogare alla legge esistente. Basta che si legga il testo della legge ferma al Senato e non potrà che darmi ragione. Sul divorzio breve e la legalizzazione della cannabis non mi pronuncio, se non vi piace è lecito manifestare. Sul ddl cirinnà ne abbiamo discusso, sull’eutanasia io sono personalmente favorevole perché non credo si debbano prolungare oltre ogni limite le sofferenze umane. Voi che parlate sempre di Natura, ebbene che la Natura faccia il suo corso. Se una persona non può più vivere senza l’ausilio di macchinari ed è tormentato da atroci dolori, chi siete voi per andare contro la natura e la volontà individuale?
            Però, e torniamo al discorso iniziale, non mi pare di aver visto nessuna manifestazione od atto pubblico o levata di scudi collettiva contro tutti questi provvedimenti se non quando si parla di omosessuali. E questo, mi consenta, lo dimostrano i fatti non le miei opinioni. Non ho mai sentito di un no eutanasia day o di un no cannabis day o di un no divorzio day ma solo e sempre di family day in concomitanza di discussioni relative ai diritti di coppia degli omosessuali. Ammetterà che è bizzarro, no?
            Dario

          4. Vede Dario, il fatto è che i politici vicini a noi… semplicemente… non esistono.

            Quindi questi provvedimenti sono passati.

            Quindi è arrivato il momento di mettere un punto… tirare una riga.
            Dire BASTA.

            Francamente spero che questa sia l’ultima volta in cui ci si mobilita con una manifestazione allo scopo di mendicare favori da partiti senza né Dio né onore umano.

            Spero che decideremo, una volta per tutte, di prendere il nostro destino nelle nostre mani e far valere i diritti dei più deboli, di coloro che non hanno né la voce né i soldi per accedere a quei diritti civili che altro non sono che i diritti dei ricchi.

            Penso che sia uno scandalo che tutti quanti (non solo noi cattolici) non abbiamo fatti venir giù il paese ogni volta che i diritti sociali sono stati cancellati (parlo del diritto al lavoro, alla salute, all’istruzione, alla vita).

            Le confesso che alcune sue idee mi ripugnano ma non penso che Lei sia una persona malvagia: penso che la società in cui viviamo è malvagia e vada combattuta (e corretta).

            Ritengo che questa nostra discussione stia diventando privata ed è il caso di continuarla di persona o via e-mail.

            Buona notte

            Guido

            PS
            La legge sull’aborto ora prevede l’obiezione di coscienza.
            La vogliono togliere. Costringendo i cristiani ad abbandonare la professione medica.

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