Buona Letteratura Cristiana (suggerimenti di Andrea Monda): H.Neuwen – L’abbraccio benedicente

Letteratura

H.Neuwen – L’abbraccio benedicente
In breve

L'abbraccio benedicente. Meditazione sul ritorno del figlio prodigo

Un classico di Henri Nouwen, che ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo.

Qui i temi del ritorno a casa, della riconciliazione e dell’abbraccio del padre misericordioso rivivono in una avvincente interpretazione della parabola evangelica del ritorno del figlio prodigo, riletta alla luce di un celeberrimo dipinto di Rembrandt.

Descrizione

Un incontro casuale con una riproduzione del dipinto di Rembrandt, il Ritorno del figlio prodigo, ha catapultato Henri Nouwen in una lunga avventura spirituale, di cui rende partecipe il lettore in questa intensa meditazione.

L’autore esplora i vari momenti della parabola evangelica alla luce dell’ispirazione che gli è venuta dal dipinto dell’artista fiammingo. La parabola si fa dramma avvincente e coinvolgente. I temi del ritorno a casa, della riconciliazione e dell’abbraccio benedicente del padre, saranno scoperti in modo nuovo da quanti hanno conosciuto la solitudine, l’avvilimento, la gelosia o la rabbia. La sfida ad amare come il padre e ad essere amati con il figlio verrà vista come la rivelazione ultima della parabola notissima ai cristiani di tutti i secoli, ma qui dischiusa ai contemporanei con una interpretazione magistrale.

Per quanti si chiedono: ‘dove sono arrivato?’, o per quanti ‘in cammino’ cercano l’illuminazione di un passaggio sicuro, questo scritto darà ispirazione e farà da guida spirituale.

[dal sito della casa editrice]

Video Presentazione della Libreria del Santo

Da una tesi trovata in rete…

Bazzicando per la rete, abbiamo trovato (qui) una tesi intitolata “La relazione spirituale: amicizia ed accompagnamento – Secondo Henri J. M. Nouwen” di Salvatore Spagnuolo, ve ne proponiamo una parte intitolata l’Abbraccio Benedicente.

(Pensieri di Salvatore Spagnuolo – Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “S. Giovanni Evangelista” – Anno Accademico  2010 – 2011)

Dio si serve anche di un poster per farci comprendere sotto una nuova luce la nostra vocazione e per viverla con più forza.

Nouwen nell’autunno del 1983 nella cittadinanza di Trosly, in Francia, dove stava trascorrendo qualche mese presso l’Archè, una comunità che ha aperto una casa a persone con handicap mentali, fondata nel 1964 da un canadese, Lean Vanier, fu attratto dal poster del Ritorno del figlio prodigo di Rembrandt.

Di questa esperienza scrive:

Non riuscivo a distogliere gli occhi. Mi sentivo attratto dall’intimità tra le due figure, il rosso caldo del mantello dell’uomo, il giallo dorato della tunica del ragazzo, e la luce misteriosa che avvolgeva entrambi. Ma soprattutto furono le mani – le mani del vecchio – mentre toccavano le spalle del ragazzo a colpirmi interiormente in un punto dove mai ero stato raggiunto prima.

A San  Pietroburgo – all’Ermitage – ebbe l’opportunità di riflettere con calma sulla parabola il Padre buono e i due figli prodighi. La vita spirituale di Nouwen grazie alla contemplazione della parabola tramite il dipinto fu un climax, una graduale crescita nella vita spirituale, da guaritore ferito ha imparato ad abbracciare perché per primo ha ricevuto l’abbraccio benedicente.

In relazione col figlio minore

La prima istanza è stata l’esperienza di essere il figlio più giovane. I lunghi anni di insegnamento universitario e il mio intenso coinvolgimento nelle questioni del Sud e del Centro America mi avevano lasciato la sensazione di essermi perduto. Avevo girato in lungo e il largo, incontrato persone di condizioni di vita e di convinzioni del tutto diverse. Alla fine ho però avvertito di essere senza casa e molto stanco. Quando ho visto la tenerezza con cui nil padre toccava le spalle del figlio più giovane e lo teneva vicino al cuore, ho sentito profondamente di essere figlio perduto e ho desiderato tornare, come lui, per essere abbracciato in tal modo.

In relazione col figlio maggiore

La seconda fase nel mio viaggio spirituale ebbe inizio una sera mentre parlavo del dipinto di Rembrandt con Bart Gavigan, un amico inglese che nell’ultimo anno aveva avuto modo di conoscermi molto bene. Mentre spiegavo a Bart  quanto fossi riuscito a identificarmi col figlio più giovane, lui mi guardò intensamente e mi disse: Mi chiedo invece se tu non sia piuttosto come il figlio maggiore.

Nella mia famiglia sono davvero il figlio maggiore sempre ligio al dovere, a sei anni già volevo farmi prete e non ho mai cambiato idea. Sono sempre stato obbediente  ai miei genitori, insegnanti, vescovi e al mio Dio. Non sono mai scappato di casa, non ho mai sprecato il mio tempo e il mio denaro nella ricerca del piacere e no mi sono mai perduto in dissipazioni e ubriachezze.

Immergendomi nel figlio maggiore della parabola ho visto la mia gelosia, la mia rabbia, la mia permalosità., il mio astio e soprattutto la sottile convinzione di essere sempre nel giusto. Ho visto quando mi lamentavo e quanto i miei pensieri e sentimenti fossero rosi dal risentimento.

Ero il figlio maggiore, ma perduto come il figlio minore, anche se ero rimato a “casa” tutta la vita non avevo gustato pienamente la gioia di essere a casa.

Nei mesi successivi alla celebrazione del XXX anniversario della mia ordinazione sacerdotale entrai gradualmente in notti interiori molto oscure e cominciai a sperimentare un’immensa angoscia spirituale.

Trovai conforto nel leggere la tormentata vita del pittore olandese e nel conoscere l’itinerario straziante che, alla fine, lo rese capace di dipingere questa opera sublime.

In relazione col Padre buono 

La terza fase fu segnata dalle parole lapidarie di una sua amica – Sue Mosteller – che gli disse: “Che tu sia il figlio più giovane o il figlio maggiore, ti devi render conto di essere chiamato a diventare padre”.

Cito Nouwen:

“Le sue parole furono mi colpirono come un fulmine perché, dopo tutti gli anni che ero vissuto con il dipinto e avevo guardato l’uomo anziano stringere il figlio, non mi era mai passato per la mente che fosse il padre ad esprimere più pienamente la mia vocazione nella vita…Hai cercato amici per tutta la vita, hai desiderato ardentemente affetto da quando ti conosco”.

Essere un padre che può accogliere con calore i propri figli senza far loro alcuna domanda e senza volere niente in cambio.

Non abbiamo bisogno di te come un buon amico e nemmeno come un fratello generoso. Abbiamo bisogno di te come un padre.

Disponibilità del libro on line

Abbiamo trovato, in rete il libro in formato pdf  (che è scaricabile cliccando qui).

Su youtube abbiamo anche trovato una lettura del libro on-line.

Per acquistare…

Clicca qui per acquistare “L’abbraccio benedicente” presso la Libreria del Santo

L'abbraccio benedicente. Meditazione sul ritorno del figlio prodigo Recensioni su Il guardiano dei giardini del cielo La città dei ragazzi

 

La buona letteratura proposta da Andrea Monda

Il nostro amico Andrea Monda ci ha inviato una lista di buone letture che suggerisce ai suoi studenti.

Noi abbiamo raccolto in rete un po’ di informazioni sui libri che lui ci ha proposto e ve le proponiamo un po’ alla volta.

Nel seguito le altre proposte di Andrea fatte fin’ora…

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