LE NOZZE DI CANA

 

Preghiamo insieme

Signore Gesù insegnaci in questo ascolto della tua parola che cosa significhi essere figli, in Te e con Te. Tu sei il vero Cristo perché ci insegni a essere figli di Dio come te. Rendici docili e apri il nostro cuore e la nostra mente all’azione dello Spirito che ci invita ad un ascolto docile e attento della tua parola. Spirito Santo ti chiediamo di sedare le nostre angosce, i timori, le paure per essere più liberi, semplici e miti nell’ascolto della voce di Dio che si manifesta nella parola di Cristo Gesù, nostro fratello e redentore. Amen!

Leggere

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-11)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui”.

Un commento per la nostra riflessione.

Nel quarto vangelo il miracolo non viene chiamato “atto di potenza” (dynamis), come usano i sinottici, ma segno (semeion). Questo termine giovanneo include sempre due aspetti: uno dimostrativo, il segno suscita la fede dei discepoli in Gesù; l’altro espressivo, esso manifesta la gloria di colui che lo compie. Per definizione, il segno rimanda a qualcosa d’altro oltre se stesso. Il miracolo ha la funzione di orientare verso la persona e la dignità del suo autore. La fede è l’obiettivo primario di tutti i segni che riferisce il quarto vangelo, come precisa Giovanni nella conclusione: i segni operati da Gesù sono stati scritti perché crediate.

Egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Il miracolo della trasformazione della’acqua in vino, evidenzia l’abbondanza del vino, la sua ottima qualità, sono tutti tratti, questi, per sottolineare che Gesù è il Messia, la nuova ed eterna Alleanza e la nuova legge: c’è qualcosa di vecchio (l’acqua) che deve venir meno per lasciar posto a qualcosa di nuovo (il vino).

Domande per la condivisione

Cosa può dire oggi alla nostra vita una pagina come questa?

È una pagina in cui gli attori si muovono: Gesù, Maria, i servi. Anche noi ci muoviamo, ci agitiamo, siamo presi da mille cose da fare, dai tanti problemi da affrontare e risolvere. Mi chiedo dove sto andando? Mi sento solo o avverto la presenza del Signore nella mia vita che cammina con me?

La vita cristiana è sempre un passaggio dall’acqua, al vino buono dell’evangelo. Si tratta di un “passaggio” e di una “conversione” che non finiscono mai. Cosa c’è di vecchio nella mia vita che devo lasciare? Che cosa ha portato o porta di nuovo nella mia vita la presenza di Cristo?

Qualsiasi cosa vi dica, fatela”. È l’invito di Maria ai servi, è l’invito rivolto a noi ad ascoltare la sua Parola, a compiere i suoi gesti, a vivere l’amore come ce lo ha insegnato. Il Signore oggi nella mia vita come mi parla? Cosa vuole dirmi? Mi metto in ascolto attento della sua Parola?

Seguire Gesù non è una strada di “perfezione isolata”, ma sedersi a tavola e condividere l’abbondanza e la penuria, il banchetto e la fame, la gioia e il pianto. Non si fa un banchetto da soli, ma insieme. La chiamata è “individuale”, ma la strada si percorre insieme. Mi sento parte di una comunità cristiana? Ne condivido il cammino? Ne ricevo il vino buono? Io cosa dono a questa comunità? A questo gruppo.

Preghiera conclusiva

Insieme: Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa’ che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa’ che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen

 

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