Le parabole evangeliche: “Il portiere che vigila”

 

Preghiera iniziale

Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo; sentiamo il peso delle nostre debolezze, ma siamo tutti riuniti del tuo nome; vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori; insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, mostraci tu il cammino da seguire, compi tu stesso quanto da noi richiesto. Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni, perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso; non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l’ordine e la pace; non ci faccia sviare l’ignoranza; non ci renda parziali l’umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone; tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità; fa’ che riuniti nel tuo santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme, così da fare tutto in armonia con te, nell’attesa che per il fedele compimento del dovere ci siano dati in futuro i premi eterni. Amen.

In ascolto della Parola.

Dal Vangelo di Marco (Mc 13,33-37)

Attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Spunti per la condivisione

La parabola del portiere è esortativa e si basa su tre certezze: il Signore ritornerà con grande potenza e gloria; la sua venuta sarà senza preavviso, perché nessuno ne conosce il giorno né l’ora; il giudizio verterà sul nostro impegno presente. L’unico atteggiamento ragionevole da tenere è di stare costantemente all’erta con una fede attenta e carità operosa. La vigilanza è contemporaneamente impegno e attesa nel presente ma con lo sguardo rivolto al futuro, sapendo che in Cristo verranno ricapitolate tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra. (cfr Ef 1,7-10).

Chi è vigilante è pronto ad accogliere il Signore che viene e lo sa riconoscere in chi cerca la pace, il dialogo e la riconciliazione, lo scorge nei poveri, in chi si impegna per la giustizia, lo vede nello straniero che cerca aiuto, lo abbraccia in chi è solo, in chi soffre e ha bisogno di conforto.

I servi, della parabola, rappresentano i discepoli impegnati ad annunciare l’avvento del Regno di Dio e a vivere con fede e speranza l’amore come lo ha insegnato il Signore Gesù, per questo ad ognuno è affidato un compito, una missione da svolgere, conforme alle proprie capacità e ai doni ricevuti. Nessuno deve attendere passivamente che il padrone realizzi da solo la sua opera, il Signore chiede la nostra collaborazione. Sono i servi gli esecutori.

Il portinaio, che deve essere più vigilante degli altri, sono i pastori che, nella comunità cristiana, hanno l’incarico di svolgere i servizi più importanti, quelli da cui dipende la vita stessa della Chiesa: l’annuncio della parola di Dio, la celebrazione dei sacramenti, la guida e il sostegno dei discepoli che vacillano nella fede. Questi portinai devono essere più vigilanti degli altri e se verranno meno al loro compito, saranno giudicati più severamente dei servi infedeli.

Il padrone della casa ritarda il suo ritorno, la storia continua il suo corso, l’attesa può essere lunga e può accadere, che nei servi subentrino la stanchezza, la noia, lo sconforto, con il rischio di addormentarsi. Ma c’è un segreto per mantenersi svegli: la preghiera, intesa come un costante dialogo con il Signore. Chi non prega si assopirà, finirà per rassegnarsi e si adeguerà, come tutti, al buio della notte che avvolge il mondo (Mc 14,37-40). Preghiera e vigilanza sono necessarie all’uomo perché “lo spirito è pronto ma la carne è debole” (Mt 26,40-41).

Vigilare per il cristiano in altri termini, non significa svegliarsi per raccogliere le proprie forze, per trovare in sé tutto il coraggio possibile per affrontare le prove della vita, ma è uno svegliarsi per confidare in Dio e aggrapparsi a Lui. Solo la forza di Dio, la Sua Grazia, può trasformare un uomo addormentato in un uomo sveglio.

Domande per la condivisione

Il vigilare è un atteggiamento presente nella mia vita quotidiana? Che cosa significa per me vigilare ogni giorno e ogni ora, sapendo che “nell’ora in cui non pensiamo il Signore viene”? Vivo l’attesa vigilando sulle mie parole e sui miei comportamenti nei confronti dei fratelli? Come vivo la preghiera? Mi aiuta a rimanere “sveglio” e a vigilare sul mio rapporto con Dio e con i fratelli? Mi ritengo un servo obbediente e fedele? Come utilizzo i miei talenti, i doni che il Signore mi dato? Li metto al servizio della mia comunità e dei suoi pastori?

Preghiamo con il Salmo 124

Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti cingono Gerusalemme:
il Signore è intorno al suo popolo
ora e sempre.
Egli non lascerà pesare lo scettro degli empi
sul possesso dei giusti,
perché i giusti non stendano le mani
a compiere il male.
La tua bontà, Signore, sia con i buoni
e con i retti di cuore.
Quelli che vanno per sentieri tortuosi
il Signore li accomuni alla sorte dei malvagi.
Pace su Israele!

Rispondi