La generosità del padrone e la durezza del servo.

Preghiera iniziale

Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo; sentiamo il peso delle nostre debolezze, ma siamo tutti riuniti del tuo nome; vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori; insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, mostraci tu il cammino da seguire, compi tu stesso quanto da noi richiesto. Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni, perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso; non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l’ordine e la pace; non ci faccia sviare l’ignoranza; non ci renda parziali l’umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone; tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità; fa’ che riuniti nel tuo santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme, così da fare tutto in armonia con te, nell’attesa che per il fedele compimento del dovere ci siano dati in futuro i beni eterni. Amen. (Sant’Isidoro di Siviglia)

Lettura del Vangelo

Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-19,1)

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.

Spunti per la riflessione e la condivisione

Questa parabola si sviluppa in una sequenza di tre quadri: il servo e il padrone; il servo e un altro servo; di nuovo il padrone e il servo.

Nella prima scena tutto sembra inverosimile. Il debito contratto dal servo con il padrone è di proporzioni irreali: diecimila talenti. Pensate un talento equivaleva a 32,7 Kg d’argento. Ma ciò che è inverosimile nel mondo dell’uomo può essere verosimile nel mondo di Dio. Il servo ha supplicato un rinvio del debito e il padrone glielo addirittura gli condona tutto. La risposta di Dio supera la domanda dell’uomo, a spingere il padrone a condonare il debito non sono state le suppliche del servo, ma la sua grandezza d’animo, la sua generosità, la gratuità del condono.

La seconda scena della parabola ci riporta nel mondo degli uomini. La relazione non è più tra il servo e il padrone, tra l’uomo e Dio, ma tra uomo e uomo. Se leggessimo questa scena senza la prima tutto sommato, al di là dei modi che possono essere discutibili, il servo che voleva farsi restituire il proprio denaro aveva sostanzialmente ragione. Ma alla luce dell’antefatto, a questo servo che per primo è stato condonato un debito immenso come è possibile che dopo un tale condono non è capace a sua volta di una piccola remissione? È inconcepibile. Noi ci aspetteremmo che il servo, sopraffatto dalla gioia e dalla gratitudine, ritenesse a sua volta normale perdonare un piccolo debito, ma il perdono ricevuto non lo ha rigenerato, non gli ha aperto il cuore. Se ci dimentichiamo che noi per primi siamo stati perdonati, gratuitamente amati non capiremmo nulla del perdono: né del perdono di Dio, né del nostro perdono verso i fratelli.

Nella terza scena alla misericordia del padrone subentra la severità perché il servo non si è comportato come lui. La generosità del padrone non ha introdotto alcuna novità nel comportamento del servo, si direbbe una generosità sprecata. La storia finisce come era iniziata, il padrone adirato consegna questo servo agli aguzzini finché non pagasse tutto il debito. Commento finale: la generosità di Dio fallisce, l’uomo non si lascia rinnovare da Dio. Ma c’è dell’altro, l’affermazione che conclude la parabola: “Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello”. Queste parole conclusive di Gesù non vanno intese nel senso che Dio ci perdona tanto quanto noi sappiamo perdonare al fratello. In tal caso, saremmo disperati, perché il nostro debito verso Dio è immensamente più grande. Neanche nel senso che, siccome noi perdoniamo, Dio è tenuto a perdonarci: il nostro perdono non può motivare quello di Dio, che rimane assolutamente gratuito. Ma nel senso che noi perdonando, poniamo la condizione perché il perdono di Dio ci possa raggiungere.

Domandiamoci

Sono consapevole di essere stato perdonato per primo da Dio? Cosa mi impedisce di perdonare e di riconciliarmi con chi mia ha fatto del male? Ho fatto esperienza di perdono dato o ricevuto? Cosa ho provato in quel momento? Sono stato capace di ringraziare Dio? Come vivo il Sacramento della Riconciliazione?

Preghiamo

Dal salmo 24

Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza. Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre. Ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.

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