“Venga il tuo Regno”

Preghiamo

Vieni, o Spirito Santo, e da’ a noi un cuore nuovo, che ravvivi in noi tutti i doni da Te ricevuti con la gioia di essere Cristiani, un cuore nuovo sempre giovane e lieto. Vieni, o Spirito Santo, e da’ a noi un cuore puro, allenato ad amare Dio, un cuore puro, che non conosca il male se non per definirlo, per combatterlo e per fuggirlo; un cuore puro, come quello di un fanciullo, capace di entusiasmarsi e di trepidare. Vieni, o Spirito Santo, e da’ a noi un cuore grande, aperto alla Tua silenziosa e potente parola ispiratrice, e chiuso ad ogni meschina ambizione, un cuore grande e forte ad amare tutti, a tutti servire, con tutti soffrire; un cuore grande, forte, solo beato di palpitare col cuore di Dio. (S.Paolo VI)

Che cos’è il Regno di Dio

Non è facile dare una definizione di Regno di Dio, dobbiamo rifarci alla predicazione di Gesù e quest’anno lo stiamo facendo prendendo in considerazione le sue parabole. Nella predicazione di Gesù la venuta del Regno di Dio indica che, inviando nel mondo il suo Figlio, Dio ha deciso, per così dire, di prendere in mano di persona le sorti del mondo, di compromettersi con esso, di agire dal suo interno.

Il Regno di Dio è il tempo in cui Dio si dona definitivamente alle persone umane, chiamandole ad essere suoi figli e a vivere come fratelli. Il Regno di Dio si rende visibile nell’insieme di persone che si lasciano guidare da Dio e cercano di trasformare la loro vita, conformandola a quella di Gesù, Figlio di Dio Padre e nostro fratello.

Il Regno di Dio è vicino

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo” ( Mc 1,15 ). “Cristo, per adempiere la volontà del Padre, ha inaugurato in terra il Regno dei cieli” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3].

Ora, la volontà del Padre è di “elevare gli uomini alla partecipazione della vita divina” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 3].

Lo fa radunando gli uomini attorno al Figlio suo, Gesù Cristo. Questa assemblea è la Chiesa, la quale in terra costituisce “il germe e l’inizio” del Regno di Dio.

L’annunzio del Regno di Dio

Tutti gli uomini sono chiamati ad entrare nel Regno. Annunziato dapprima ai figli di Israele, [Cf Mt 10,5-7 ] questo Regno messianico è destinato ad accogliere gli uomini di tutte le nazioni [Cf Mt 8,11; Mt 28,19 ]. Per accedervi, è necessario accogliere la Parola di Gesù:

La Parola del Signore è paragonata appunto al seme che viene seminato in un campo: quelli che l’ascoltano con fede e appartengono al piccolo gregge di Cristo hanno accolto il Regno stesso di Dio; poi il seme per virtù propria germoglia e cresce fino al tempo del raccolto [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 5].

ll Regno appartiene ai poveri e ai piccoli, cioè a coloro che l’hanno accolto con un cuore umile. Gesù è mandato per “annunziare ai poveri un lieto messaggio” ( Lc 4,18 ). Li proclama beati, perché “di essi è il Regno dei cieli” ( Mt 5,3 ); ai “piccoli” il Padre si è degnato di rivelare ciò che rimane nascosto ai sapienti e agli intelligenti (Mt 11,25). Gesù invita i peccatori alla mensa del Regno: “Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”.  ( Mc 2,17 ). Li invita alla conversione, senza la quale non si può entrare nel Regno, ma nelle parole e nelle azioni mostra loro l’infinita misericordia del Padre suo per loro e l’immensa “gioia” che si fa “in cielo per un peccatore convertito” ( Lc 15,7 ). La prova suprema di tale amore sarà il sacrificio della propria vita “in remissione dei peccati“. ( Mt 26,28)

 I segni del Regno di Dio

Gesù accompagna le sue parole con numerosi “miracoli, prodigi e segni” (At 2,22), i quali manifestano che in lui il Regno di Dio è presente. Attestano che Gesù è il Messia annunziato. (Lc 7,18-23).

Gesù come insegna con autorità, così compie i miracoli con autorità, a nome proprio: «Io ti dico» (Mc 5,41); «Ti ordino» (Mc 2,11). Agisce con naturalezza, senza sforzo e senza alcuna preparazione; gli basta una semplice parola.

Il risultato è istantaneo, sebbene i casi siano diversissimi: guarigione di lebbrosi, ciechi, sordomuti, paralitici, epilettici; risurrezione di morti; moltiplicazione di pani e pesci, trasformazione dell’acqua in vino, una pesca miracolosa, una tempesta sedata. Alla singolarissima autorità si unisce una sorprendente umanità e tenerezza: a volte interviene senza essere richiesto, per compassione. (Mc 8,2Lc 7,13). A volte non esita a infrangere le prescrizioni della legge, guarendo in giorno di sabato o toccando i lebbrosi e i morti. (Mc 1,413,1-55,41).

Le chiavi del Regno

Cristo, “Pietra viva” ( 1Pt 2,4 ), assicura alla sua Chiesa fondata su Pietro la vittoria sulle potenze di morte. Pietro, a causa della fede da lui confessata, resterà la roccia incrollabile della Chiesa. Avrà la missione di custodire la fede nella sua integrità e di confermare i suoi fratelli [Cf Lc 22,32 ].

Gesù ha conferito a Pietro un potere specifico: “A te darò le chiavi del Regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” ( Mt 16,19 ). Il “potere delle chiavi” designa l’autorità per governare la casa di Dio, che è la Chiesa. Gesù, “il Buon Pastore” ( Gv 10,11 ) ha confermato questo incarico dopo la Risurrezione: “Pasci le mie pecorelle” ( Gv 21,15-17 ). Il potere di “legare e sciogliere” indica l’autorità di assolvere dai peccati, di pronunciare giudizi in materia di dottrina, e prendere decisioni disciplinari nella Chiesa. Gesù ha conferito tale autorità alla Chiesa attraverso il ministero degli Apostoli [Cf Mt 18,18 ] e particolarmente di Pietro, il solo cui ha esplicitamente affidato le chiavi del Regno.

“Nell’attesa della Tua venuta”

È importante comprendere il senso profondo della venuta gloriosa di Cristo, perché getta luce sul valore della nostra vita presente, sulle nostre scelte e sul vero progresso. Con la venuta gloriosa di Cristo ci sarà la rivelazione di quello che rimane nascosto, del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto nel corso della nostra vita e della storia. Anzitutto, per quanto riguarda Cristo stesso. È venuto umile e povero, si è fatto “servo” di tutti, ha sacrificato la sua vita per noi; si è nascosto nei poveri e sofferenti, è stato rifiutato e crocifisso. È giusto che Gesù Cristo, che è il “Signore”, debba mostrarsi a tutti nella sua Persona, togliere il velo che lo nascondeva. La sua venuta gloriosa svelerà che la crocifissione di Gesù non è stata una sconfitta, ma una vittoria, la vittoria dell’amore sull’odio e sulla violenza, la sorgente della salvezza per tutta l’umanità, la più sicura speranza. Insieme con Gesù sarà svelato anche il nostro comportamento, la verità della vita di coloro che hanno amato e seguito Gesù e che sono stati misconosciuti, rifiutati, perseguitati.

Degni del Regno

Per noi cristiani il tempo libero non esiste, perché se c’è tempo e vita bisogna darsi da fare per il Signore, per il prossimo, per la Chiesa. Dobbiamo impegnarci a crescere nella fede, impegnarci nella preghiera e nella carità operosa. La vita è il tempo datoci da Dio nel quale dobbiamo far fruttare i suoi beni. Dobbiamo allontanare la pigrizia e operare. E quando lui tornerà gli renderemo conto.

Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. (Mt25,34-36)

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