Amore per un libro: L’Utopia che ha il potere di salvarti di Carlo Carretto (testimonianza di Roberto Lombardi)

image_bookCon la sincerità di un ventenne idealista chiesi un buon libro da leggere ad un sacerdote, il quale mi passò questo libriccino. A prima vista poteva sembrare un pamphlet, un libretto di istruzioni per l’uso. Lo lessi due volte di fila, ignorando che sarebbe diventato, negli anni, una valida guida interiore.

Era il 1984 ed in Italia era in corso una guerra silenziosa. Nell’opulenza della vita di tutti i giorni la mia generazione veniva falcidiata dalla droga.

Il testo si apre con una vera lettera di un tossicodipendente che ha deciso di morire di droga. Una lettera tragica, alla quale Padre Carlo risponde con la Misericordia che contraddistingue tutti i suoi scritti.

I temi toccati sono profondi e sintetizzati in parole accessibili a tutti.

Le istanze a cui dobbiamo rispondere sono le stesse, per tutti: il senso della vita, la responsabilità personale, le scelte quotidiane e le convinzioni di coscienza.

La distanza che si interpone tra una persona “normale” ed un “drogato” viene ad assottigliarsi, in questo senso. Il perbenismo che accompagna la scelta di chi aiuta gli altri è necessariamente posta in una prospettiva salvifica, dove salvato e salvatore si situano nello stesso ordine dove un “Qualcosa” di superiore guida i nostri passi.
Nelle parole di Padre Carlo l’Utopia è di tutti, per tutti. Un anelito profondamente umano del quale dobbiamo farci carico nella responsabilità individuale.
Per queste ragioni, scevro da un qualunque senso di clericalismo, inteso come settarismo che si chiude in sé stesso, il senso della Fede deve assumere contenuti umani, incarnati.

Non vengono assolutamente toccati temi devozionali o liturgici, che pure sono centrali nella complessità della vita ecclesiale, ma che vanno innestati in una umanità adulta, matura, capace di integrarli nella realtà quotidiana.

La risposta del ribellismo di quegli anni è stata purtroppo tragica e Carlo Carretto con le parole semplici della Fede del Deserto da una risposta ad una aridità interiore che ancora oggi è diffusa nelle società.

Questo è il lascito più importante: una apertura verso il Divino, ma attraverso la quotidianità. Mi torna in mente l’amico di Carlo Carretto, il compianto Arturo Paoli che spiegava la differenza tra Sacro e Santo e dava una dimensione verticale al Sacro e orizzontale al Santo.

Attraverso un serio impegno nella realtà quotidiana, orizzontale, accostarsi al Sacro ha un altro sapore, per tutti.
In sintesi, lungi da qualunque paternalismo, il vigoroso richiamo di Carretto era ed è ancora quello alla responsabilità individuale.

All’inizio di ogni celebrazione Eucaristica, riconoscendo i propri peccati ci si batte tre volte il petto. Fare questo gesto concreto è il primo passo per ogni essere umano che voglia considerarsi tale.

Roberto Lombardi

Note dello staff

Con questa testimonianza di Roberto, diamo il via ad una serie di Testimonianze di Amore per la Buona Letteratura Cristiana.

Siamo affascinati, meravigliati e contentissimi di questa esperienza che sta prendendo forma davanti ai nostri occhi.

Amici che non sapevamo di avere ci mostrano la potenza di tesori che fanno parte del nostro patrimonio comune.

Non conoscevamo Roberto (l’abbiamo incontrato su Facebook) eppure lui ci ha voluto donare un frammento della sua vita che ci arricchirà tutti quanti!

Per acquistare…

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LA PAROLA
7 gennaio 2016
Giovedì
S. Raimondo de Peñafort (mf)
2.a Natale – P
Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli
Liturgia: 1Gv 3,22 – 4,6; Sal 2; Mt 4,12-17.23-25

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, quale luce hanno contemplato i Magi? Hanno visto qualcosa di più luminoso dello scintillare degli astri nel loro meraviglioso movimento, per prostrarsi davanti al bambino e adorarlo, deponendo ai suoi piedi tutti i tesori dell’Oriente? “Donne, che cosa avete visto per via?”, verrà chiesto alle prime testimoni della risurrezione. E voi, Magi, che scrutate i misteri leggendoli nell’infinito del cielo, che cosa avete visto a Betlemme se non l’incomparabile biancore del Figlio che è l’Agnello di Dio? Innocenza infinitamente più splendente della più splendente delle stelle.

ANTIFONA D’INGRESSO
Un giorno santo risplende per noi: venite, nazioni, e adorate il Signore, perché una grande luce è discesa sulla terra.

COLLETTA
Lo splendore della tua gloria illumini, Signore, i nostri cuori, perché attraverso le tenebre di questo mondo possiamo giungere alla luce della tua dimora. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (1Gv 3,22 – 4,6)
Mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono da Dio.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.
Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 2)
Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli.
Voglio annunciare il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
Chiedimi e ti darò in eredità le genti
e in tuo dominio le terre più lontane».
Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli.
E ora, siate saggi, o sovrani;
lasciatevi correggere, o giudici della terra;
servite il Signore con timore
e rallegratevi con tremore.
Il Padre ha dato al Figlio il regno di tutti i popoli.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno,
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia.

VANGELO (Mt 4,12-17.23-25)
Il regno dei cieli è vicino.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.