Pentirsi

and forgetPentirsi non è di moda. Il mondo è pieno di persone che rivendicano come un valore assoluto la coerenza (sempre quella degli altri per carità) ed in nome della coerenza non perdonano mai nemmeno la più piccola trasgressione, anche se nel frattempo ti sei fatto dieci anni di carcere, anche se hai messo la testa a posto e cambiato vita, anche se ti sei assunto coraggiosamente la responsabilità dei tuoi sbagli. Non si cambia, questa è la legge del mondo, riassunta nel noto proverbio romano: “chi nasce tondo non muore quadrato”. E se non si cambia non c’è perdono, mai.

Per questo il mondo è flessibilissimo sui principi e durissimo con le persone, perché teme le leggi forti per paura di cadere e contro quelli che comunque cadono non ha alcuna pietà. La Chiesa al contrario è assai rigida sui principi e flessibilissima con le persone, perché ha molto a cuore la verità di Dio e dell’uomo ed ancora di più ha a cuore la salvezza delle persone concrete.

Tutto questo ci viene ricordato nel tempo meraviglioso che inizia Mercoledì: il tempo del perdono.

La Quaresima è sempre stata associata con la penitenza e questo in qualche modo è giusto perché non ci può essere un vero pentimento se questo non si accompagna in qualche modo al desiderio di riparare il male commesso, ma appunto la penitenza non è fine a se stessa. Noi non facciamo penitenza perché siamo masochisti, al contrario perché vogliamo godere del bene più grande, della gioia più grande che è per l’appunto quella del perdono.

La quaresima è tempo di penitenza, certamente, ma innanzitutto e soprattutto è tempo di perdono, è il tempo di riaccostarsi al sacramento della Confessione e ripartire, come con un nuovo battesimo, e ritrovare le ragioni profonde del rapporto con Dio.

Tre sono le vie del pentimento: il digiuno, l’elemosina e la preghiera e la nostra parrocchia offre modo per praticarle tutte. Il digiuno ci ricorda che una sola cosa è necessaria e di tutto si può fare a meno, tranne che dell’amore di Dio, la preghiera ci mette costantemente in contatto con questo amore a cui ci abbeveriamo come a una fonte, l’elemosina infine ci insegna a condividere questo amore con chi ha meno di noi. In diversi momenti avremo la possibilità di percorrere queste vie di pentimento insieme.

Il Mercoledì delle Ceneri nella nostra Parrocchia sarà possibile partecipare alla S. Messa per ricevere l’imposizione di quel segno penitenziale che inaugura il tempo quaresimale sia alle 18.30 che alle 19.30. quel giorno è anche uno dei due giorni in cui la Chiesa domanda il digiuno come precetto (l’altro è il Venerdì Santo), a cui cioè sono tenuti tutti i credenti, esentati solo i bambini e i malati: significa in concreto saltare almeno un pasto ed offrire il corrispettivo in elemosina.

Dopo questo seguiranno diversi segni penitenziali importanti: dalla Via Crucis di prefettura, che quest’anno è anticipata al primo Venerdì di Quaresima, alle “cene a pane, acqua e Gesù”, che si faranno in tutti i Venerdì, fino alla recita delle Lodi o dei Vespri (rispettivamente alle 7.30 del mattino e alle 19.15 alla sera). Ma vorrei proporre a tutti anche di assumersi qualche impegno, anche saltuario, di volontariato tra le mille opportunità che la parrocchia offre. Nulla come servire concretamente i poveri libera la mente dalle nebbie e dalle illusioni del peccato.

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