Prima del concerto

Quanto amo il momento di silenzio che precede l’inizio di un concerto!

Il direttore d’orchestra batte tre colpi con la bacchetta sul leggìo e come d’incanto la cacofonia incomprensibile degli strumenti che cercavano di accordarsi si quieta.

Tutti rivolgono lo sguardo in alto, verso di lui, in attesa di quel cenno che raccolga in unità ogni sforzo e dia inizio a tutto ciò che deve accadere.

Un attimo sospeso, pieno di magia, una pausa che potrebbe durare all’infinito, in cui il tempo sembra fermarsi.

Immagino cosa passa nel cuore degli orchestrali in quel momento, che mica son macchine e ci batte un cuore sotto il metronomo, a dettare i veri tempi della musica. Sono tesi, ansiosi, sanno che sta per accadere un miracolo, ed è affidato a loro, alla loro ubbidienza, alla loro docilità al movimento di quella mano che ora chiede il silenzio.

Immagino il pubblico: è rapito. Qualcosa di grande sta per accadere e tutti lo sanno. Hanno pagato, a volte anche un prezzo molto alto, per essere lì in prima fila, a godere di questo prodigio e riceverne la luce, il calore, la bellezza, la vita ed ora non ne possono quasi più di aspettare.

E poi c’è il direttore. Lui è l’unico a non essere in ansia. Non può, non deve. Perché è lui che deve trasmettere a tutti forza, e vita, e ritmo, e sicurezza, e bellezza.

Questo è il Sabato Santo che stiamo per celebrare.

Con la bacchetta della Croce il Padre ha battuto sul mondo tre potenti colpi ed ora tutti sono fermi: gli angeli, i santi, la Chiesa, il mondo, io.

Tutti con il fiato sospeso, tutti a chiedersi se la Vita vincerà, se davvero l’amore è più forte della morte.

Non ve ne accorgete che il mondo si è fermato?

Come quando nei film parte il ralenti al bacio finale, tutto nei giorni di Pasqua sembra girare più lentamente, fino al sabato, fino al momento in cui tutto si congela e si ferma.

Per questo veliamo le immagini, per questo non si può celebrare la Messa, perché in questo giorno nulla può accadere.

In attesa che Tutto accada.

E’ il giorno sospeso, il giorno dell’attesa. Il giorno in cui tutti volgono lo sguardo in alto, verso il Direttore d’Orchestra, l’unico vero Direttore, quello di cui Muti e Von Karajan sono una muta icona (e non lo sanno).

Quanto amo il Sabato Santo!