“L’opera di Dio” terzo ciclo di catechesi dedicato alla Regola di San Benedetto

Dal 16 ottobre al 13 novembre, si terrà il terzo ciclo di catechesi ispirato alla regola di San Benedetto.

Saranno tenute in chiesa, tutti i venerdì sera alle 21.

La formula sarà quella consueta: mezz’ora di catechesi e mezz’ora di domande che saranno scritte sui foglietti dai partecipanti ed a cui Don Fabio darà una risposta.

In questo ciclo si parlerà soprattutto di preghiera.

Come abbiamo scoperto nei precedenti cicli, la regola di San Benedetto non è solamente una “roba da monaci”: è un prezioso giacimento di precetti che possono aiutare chiunque a comprendere il senso della propria vita cristiana.

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Cari amici,

Ricordo a tutti che Venerdì alle ore 21.00 riprende qui in Parrocchia la catechesi sulla regola di S. Benedetto con il terzo e ultimo ciclo, in cui partiremo dalla frase della regola: “Nulla anteporre all’opera di Dio” che è la preghiera.

In altre parole cercheremo di comprendere che la preghiera è il centro, il cuore e il motore della vita spirituale.

Come, dove, quando, perché pregare? Queste le domande a cui cercheremo di rispondere in questo terzo e ultimo ciclo.

Don Fabio

 

 

Catechesi su San Benedetto (ascolto registrazioni audio)

Come noto, dal 23 gennaio al 1° marzo 2015, si sono tenute nella nostra parrocchia alcune catechesi riguardanti la Regola di San Benedetto.

E’ inoltre iniziato un secondo ciclo dal 16 ottobre al 13 novembre.

E’ possibile, da questa pagina, ascoltare lo streaming di tutte le catechesi nonché scaricare liberamente le tracce audio.

BUON ASCOLTO!

PRIMO CICLO 23 Gennaio – 1 Marzo 2015
SECONDO CICLO 16 ottobre – 13 novembre 2015

locandina

Programma Settimana Santa 2013

Senza titolo

24 Marzo: Domenica delle Palme

ore 8:30 – 10.00 – 11.30 – 18.30 S.S. Messe

ore 16.00 Sacra Rappresentazione “Cantu da Passioni”

 

25 Marzo: Lunedì Santo

durante tutto il giorno possibilità di confessioni

ore 17.00 (fino alle 20.00) Esercizi Spirituali Parrocchiali

 

26 Marzo: Martedì Santo

durante tutto il giorno possibilità di confessioni

ore 17.00 (fino alle 20.00) Esercizi Spirituali Parrocchiali

 

27 Marzo: Mercoledì Santo

durante tutto il giorno possibilità di confessioni

ore 17.00 (fino alle 20.00) Esercizi Spirituali Parrocchiali

 

28 Marzo: Giovedì Santo

la mattina la chiesa resta chiusa

ore 18:30 S. Messa (in coena domini)

 

29 Marzo: Venerdì Santo

al mattino preghiera silenziosa

ore 15:00 Solenne Via Crucis

ore 18:00 Liturgia della Passione

 

30 Marzo Sabato Santo (giorno del silenzio)

al mattino la chiesa è aperta e spoglia

al pomeriggio la chiesa sarà chiusa

ore 22.00 Veglia Pasquale

 

31 Marzo Domenica di Risurrezione

ore 8:30 – 10:00 – 11:30 – 18:30 S.S. Messe

 

San Benedetto da Norcia

San Benedetto da Norcia (Norcia, 480 ca. – Cassino, 21 marzo 547 ca.) è stato un monaco e fondatore italiano dell’Ordine dei Benedettini.

La memoria di San Benedetto si festeggia l’11 luglio, il suo ritorno alla casa del Padre si festeggia il 21 marzo.

Papa Paolo VI lo ha proclamato patrono d’Europa il 24 ottobre 1964.
E’ il patrono di Subiaco (RM), Subiaco (Australia), Pomezia e Cassino.
E’ il patrono degli architetti degli ingegneri e degli speleologi.
Ed è il santo al quale, in Roma, sono dedicate sia la nostra parrocchia che la chiesa di San Benedetto in Piscinula.

Storia di San Benedetto

Nacque con la sorella Scolastica da un’agiata famiglia romana della gens Anicia. Il padre di Benedetto e Scolastica fu Eutropio, figlio di Giustiniano Probo Console e Capitano Generale dei Romani nella regione di Norcia. La madre fu Claudia Abondatia Reguardati, Contessa di Norcia.

A Norcia Benedetto trascorse gli anni dell’infanzia e della fanciullezza, sicuramente avvertendo la suggestione e l’intensa spiritualità di quei santi uomini che già dal III secolo erano giunti dall’Oriente lungo la valle del Nera e in quella del Campiano. Scampati dalle persecuzioni, essi avevano abbracciato una vita di ascesi e di preghiera in diretto contatto con la natura, vivendo in “corone” di celle scavate nella roccia, facenti capo ad una piccola chiesa comune.

A dodici anni Benedetto fu mandato con la sorella a Roma a compiere gli studi ma, come racconta san Gregorio Magno nel II Libro dei Dialoghi, sconvolto dalla vita dissoluta della città,
« ritrasse il piede che aveva appena posto sulla soglia del mondo per non precipitare anche lui totalmente nell’immane precipizio. Disprezzò quindi gli studi letterari, abbandonò la casa e i beni paterni e cercò l’abito della vita monastica perché desiderava di piacere soltanto a Dio. »

Si ritirò nella valle dell’Aniene presso Eufide (l’attuale Affile), e da lì a una grotta impervia vicino a Subiaco, fra gli antichi resti di una villa neroniana.

Ricevuti gli abiti monastici dal monaco Romano, accettò di farsi guida ad altri fratelli in un ritiro cenobitico presso Vicovaro, predicando la parola del Signore ed accogliendo discepoli sempre più numerosi, fino a creare una comunità di ben dodici monasteri, ognuno con dodici monaci ed un proprio abate, tutti sotto la sua guida spirituale.

Si allontanò da Subiaco per incomprensioni sorte con i confratelli e, intorno al 529, fondò sull’altura sopra Cassino il monastero di Montecassino, faro di fede e civiltà nei secoli a venire, edificato sopra i resti di templi pagani e con oratori in onore di san Giovanni Battista (da sempre ritenuto un modello di pratica ascetica) e di san Martino di Tours, che era stato iniziatore in Gallia della vita monastica.

A Montecassino Benedetto visse fino alla morte, ricevendo l’omaggio del popolo in pellegrinaggio e dei sovrani dell’epoca, fra i quali anche Totila re dei Goti, che il santo monaco severamente ammonì.

Qui Benedetto si spense intorno al 547 (secondo altre fonti la data sarebbe il 21 marzo 543), poco dopo sua sorella Scolastica, con la quale ebbe comune sepoltura; spirò in piedi sostenuto dai suoi discepoli, dopo aver ricevuto la Comunione e con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava.

La Regola

Nel monastero di Montecassino Benedetto compose la sua Regola, un documento ricco e profondo, specchio dell’uomo di pace e di moderazione che era destinato ad avere un ruolo fondamentale nella storia d’Europa. Prendendo spunto da regole precedenti, in particolare da quella di san Giovanni Cassiano e da quella di san Basilio, egli riuscì a combinare l’insistenza sulla buona disciplina con il rispetto per la personalità umana e le capacità individuali, nella sincera intenzione di fondare una scuola del servizio del Signore, in cui speriamo di non ordinare nulla di duro e di rigoroso.
La Regola, dotta e misteriosa sintesi del Vangelo, nella quale si organizza nei minimi particolari la vita dei monaci, diede nuova ed autorevole sistemazione alla complessa, ma spesso vaga ed imprecisa, precettistica monastica precedente.
I due cardini della vita comunitaria sono il concetto di stabilitas loci e la figura dell’abate, padre amoroso, mai chiamato superiore, e cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto ora et labora.
I monasteri che seguono la Regola di san Benedetto sono detti benedettini. Anche se ogni monastero è autonomo sotto l’autorità di un abate, si organizzano normalmente in confederazioni monastiche, delle quali le più importanti sono la congregazione cassinense e la congregazione sublacense, originatesi rispettivamente attorno all’autorità dei monasteri benedettini di Montecassino e di Subiaco.