A Santa Maria Sopra Minerva il corpo di Pier Giorgio Frassati

Il beato Pier Giorgio Frassati
Il beato Pier Giorgio Frassati

Per la prima volta, il corpo del beato Pier Giorgio Frassati è venerato a Roma. In occasione del Giubileo dei Giovani 2025, la reliquia del giovane torinese, che dal 1990 riposa incorrotto nella cappella del Duomo di Torino, è arrivato nella Capitale nella serata del 25 luglio. Ad accoglierla è stata la comunità dei frati domenicani della basilica di Santa Maria sopra Minerva, a pochi passi dal Pantheon, dove resterà esposta alla venerazione fino al 4 agosto.

Una bara semplicissima, di colore chiaro, con sopra una croce in legno e una frase, «Verso l’alto», che ha rappresentato il fulcro della vita dell’«uomo delle Beatitudini». Così san Giovanni Paolo II definì il beato Pier Giorgio Frassati, il cui corpo è arrivato a Roma venerdì 25 luglio per il Giubileo dei giovani, su iniziativa della diocesi di Roma, attraverso l’Ufficio per la pastorale giovanile. Fino al 4 agosto il corpo resterà ai piedi dell’altare maggiore della basilica di Santa Maria sopra Minerva, che già custodisce i resti mortali di santa Caterina da Siena, di cui era molto devoto e che, come lui, apparteneva al Terz’Ordine Domenicano.

(Foto: Diocesi\Gennari)

La sera del 26 luglio, il cardinale vicario della diocesi di Roma Baldo Reina ha presieduto la Messa solenne per l’arrivo delle spoglie del giovane  che sarà canonizzato da Papa Leone XIV il prossimo 7 settembre, insieme a Carlo Acutis. Durante la celebrazione ha anche conferito il mandato a circa 4mila ragazzi che da lunedì presteranno servizio nelle strutture di accoglienza per i giovani in arrivo nella Capitale. Una liturgia «particolarmente ricca e bella» per la presenza di «un modello di santità giovane», ha osservato il cardinale vicario, il quale ha riflettuto che al mondo giovanile di oggi, «ricco di potenzialità ma anche di fenomeni che preoccupano», Frassati ha tanto da insegnare. Innanzitutto, educa una società schiava dei social alla «vera forma di socialità che è l’amore ai poveri. I social – ha proseguito il porporato – sono un campo minato dove si rischia di disperdere tante energie. Pier Giorgio ci dice che se vogliamo socializzare dobbiamo farlo con i poveri».

Il vicario ha poi toccato il tema delle sostanze che affliggono anche Roma. Il beato «preferiva “La” sostanza, l’Eucaristia di cui si nutriva quotidianamente», le parole di Reina, che ha infine parlato della solitudine. «Siamo tentati di pensare che siamo uniti perché iperconnessi – ha dichiarato – ma siamo soli, di una solitudine che uccide. Pier Giorgio ci insegna la potenza della preghiera per far sì che la solitudine non diventi isolamento. Ci insegna che in soli 24 anni di vita si può centrare l’obiettivo di una vita pienamente realizzata in Dio. Chiediamo la sua intercessione per vivere bene la nostra vita», ha concluso il cardinale.

Durante la permanenza della reliquia, la comunità domenicana ha previsto un ricco calendario di incontri, catechesi e conferenze multilingue per far conoscere la figura di Frassati, “uomo delle Beatitudini” e testimone di fede concreta, carità e giustizia sociale.

Il 4 agosto, al termine della Messa presieduta alle ore 11 dall’arcivescovo di Sydney Anthony Fisher – promotore della presenza del corpo di Frassati alla Gmg di Sydney nel 2008 – la reliquia farà ritorno a Torino.

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