
Nella Solennità dell’Epifania, il rito conclusivo del Giubileo. Leone XIV nell’omelia interpella i fedeli: “C’è vita nella nostra Chiesa?”. Il Pontefice mette in guardia dalla violenza che cerca di impadronirsi del Regno di Dio, dalle “lusinghe del potere” e dai “deliri di onnipotenza”, dall’“economia distorta” che trae profitto da tutto. Esorta ad “amare” e “cercare” la pace e a non trasformare i luoghi sacri in monumenti ma a diffondere da essi “il profumo della vita”.
Genuflesso, in silenzio, con le mani giunte, la mitra sul capo. Poi in piedi, prima a tirare l’anta di destra e subito dopo la sinistra. Un tonfo sordo dei due battenti, il Papa chiude la Porta Santa e con essa il Giubileo della Speranza iniziato il 24 dicembre 2024. Il rito simbolo della conclusione dell’Anno Santo, con il suo carico di storia, tradizioni e suggestioni, si svolge alle 9.40. I disegni di Dio – colui che “sorprende” ancora e sempre, come dirà nell’omelia – hanno voluto che un Pontefice, Francesco, avviasse questo tempo speciale per la Chiesa e per il mondo e che a concluderlo fosse un altro, Leone XIV. Pochi e rari i precedenti nella storia.


