Primo anniversario dell’elezione di Papa Leone XIV: la dichiarazione del cardinale Reina e gli auguri della Presidenza CEI

L’8 maggio 2025 l’elezione di Robert Francis Prevost al soglio di Pietro. Il cardinale vicario per la diocesi di Roma: «A distanza di un anno ci stringiamo attorno al nostro vescovo per dirgli il nostro affetto e assicurargli la nostra preghiera»

L’8 maggio 2026 ricorre il primo anniversario dell’elezione di Leone XIV come successore di Pietro. Di seguito la dichiarazione del cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma.

«In comunione con tutto il popolo santo di Dio che vive in Roma oggi ci stringiamo attorno al nostro Vescovo, Papa Leone XIV, per dirgli il nostro affetto e assicurargli la nostra preghiera a distanza di un anno dalla sua elezione a Pontefice. Egli è tra noi immagine del Buon Pastore che si fa carico delle gioie e delle speranze del gregge a lui affidato, che annuncia la pace e la misericordia, che rende presente il Vangelo dell’amore e che semina a piene mani la speranza. Questo primo anniversario cade in un tempo segnato da pericolosi conflitti e lacerazioni. Il desiderio di pace che il nostro Vescovo ha invocato sin dalle prime battute del suo Pontificato diventa sempre più necessaria profezia per il mondo. Per questo motivo, mentre diciamo “grazie” a Papa Leone per tutto quello che ha condiviso con noi in questo primo anno, per le sue innumerevoli attenzioni, per le sue svariate visite, per il suo Magistero fecondo, per la sua vicinanza manifestata in tante occasioni e per l’amore con il quale ci segue, gli diciamo il nostro impegno a farci carico del desiderio di bene e di pace che porta nel cuore per Roma e per il mondo intero. La Vergine Maria, Salus Populi Romani, lo custodisca e accompagni sempre i suoi passi».

Foto Gennari

Di seguito il Messaggio di auguri che la Presidenza della CEI ha inviato al Santo Padre in occasione del primo anniversario dell’elezione al Soglio pontificio.

Beatissimo Padre,

nel primo anniversario della Sua elezione al Soglio Pontificio, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, interpretando i sentimenti delle Chiese che sono in Italia, desidera esprimerLe affetto filiale, gratitudine sincera e rinnovata comunione.

Dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, nel Suo saluto al popolo di Dio, ha consegnato alla Chiesa e al mondo le parole del Risorto: «La pace sia con tutti voi». In quel saluto, semplice e solenne, abbiamo riconosciuto la cifra del Suo ministero: annunciare Cristo, nostra pace, e indicare all’umanità una pace «disarmata e disarmante, umile e perseverante».

In questo primo anno, segnato da guerre, tensioni e linguaggi carichi di conflittualità, la Sua voce ha richiamato tutti alla responsabilità della pace: non come formula astratta, ma come esigenza evangelica e compito quotidiano, via di verità, giustizia e dialogo. Le siamo grati per averci ricordato che la pace nasce dalla fede nel Risorto e si oppone al male con la forza mite e tenace del Vangelo.

Ci ha mostrato con chiarezza paterna le coordinate del cammino: annuncio del Vangelo, costruzione della pace, promozione della dignità umana, cultura del dialogo. Ad Assisi, a conclusione della nostra Assemblea Generale, ci ha chiesto di essere «profezia di pace per il mondo». Abbiamo accolto queste parole come consegna pastorale, perché le nostre comunità – nelle parrocchie, nelle aree interne, nelle periferie urbane ed esistenziali – siano luoghi di ascolto, riconciliazione e prossimità.

In un tempo nel quale la pace viene talvolta fraintesa, contestata o contrapposta alla sicurezza dei popoli, la Chiesa non rinuncia alla sua missione: predicare il Vangelo, servire la verità, custodire la vita, sostenere ogni sincero sforzo di dialogo. È questa la testimonianza che Lei continua ad offrire e che chiede anche a noi.

Le Chiese che sono in Italia desiderano camminare con Lei, nella comunione con il Successore di Pietro e nella responsabilità verso il Paese. Mentre Le rinnoviamo gli auguri per questo primo anniversario, Le assicuriamo la preghiera corale delle comunità ecclesiali italiane, perché il Signore sostenga il Suo ministero e renda la Chiesa, sotto la Sua guida, segno umile e perseverante di quella pace che il Risorto continua ad annunciare al mondo: «La pace sia con tutti voi».

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