Ascolta figlio mio: la regola di San Benedetto discussa per vivere ora.

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All’età di diciotto anni un giovanotto di belle speranze, educato cristianamente e con grande rigore, venne a Roma da Norcia, per completare gli studi. Nella capitale trovò uno spettacolo di corruzione e degrado civile e morale che lo scandalizzò profondamente e lo mise in crisi. Da qui la decisione di ritirarsi in eremitaggio e di andare a vivere sui monti sopra Subiaco nel silenzio e nella contemplazione.

Dopo una ventina d’anni di assoluta solitudine la sua fama di santità si era diffusa talmente che molti venivano a cercarlo anche tra quei monti sperduti per ascoltare il suo consiglio. Tra questi un gruppo sbandato di monaci, che apparteneva ad una comunità in grave crisi venne a chiedergli di divenire il loro abate. L’eremita accettò e scrisse per loro una Regola che è tutt’ora un monumento di sapienza ed equilibrio senza uguali.

L’eremita si chiamava Benedetto ed anche e soprattutto per quella regola è giustamente ritenuto il fondatore dell’Europa. Rileggere la regola di S. Benedetto oggi significa riappropiarsi del senso della vita, significa ritornare al fondamento della nostra tradizione e cultura, significa iniziare un percorso che può essere decisivo per una riscoperta di sé, significa incamminarsi decisamente verso Cristo senza oscillare più tra mille diverse direzioni

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