01 Gennaio Giornata Mondiale della Pace 2026. Il Messaggio di Papa Leone

Il 1° gennaio 2026 si celebra la 59a Giornata mondiale della Pace con il tema “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”.

Messaggio di Papa LEONE XIV per la Giornata della Pace 2026

Il 1° gennaio 2026 si celebra la 59a Giornata mondiale della Pace, istituita da Papa Paolo VI nel 1968 – all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo – con l’auspicio “che sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia a venire”.

Da allora l’invocazione dei Papi per ottenere la pace continua a innalzarsi e si è fatta negli ultimi anni sempre più accorata nel constatare l’aumento del numero e l’intensificarsi dei conflitti locali e regionali, che Papa Francesco ha definito “terza guerra mondiale a pezzi”.

“La pace sia con tutti voi” è il titolo del 1° Messaggio consegnato da Papa Leone XIV  per la Giornata con cui si apre il nuovo anno 2026. Sono le stesse parole le quali si è presentato al mondo il giorno della sua elezione al Pontificato, l’8 maggio 2025: “Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.

È un messaggio di luce quello di Papa Leone, in cui più volte emerge il contrasto fra tenebre e luce, perché “vedere la luce e credere in essa è necessario per non sprofondare nel buio”. E proprio perché, constatando la situazione internazionale, rischia di prevalere un senso di sconforto e di scoraggiamento, il Santo Padre anima a riconoscere la luce:

La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida ‘basta’, alla pace si sussurra ‘per sempre’. (…) Il contrario, cioè dimenticare la luce, è purtroppo possibile: si perde allora di realismo, cedendo a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura”.

Al termine dell’anno giubilare, in prossimità della chiusura dell’ultima Porta Santa il 6 gennaio, quella di San Pietro, aperta da Papa Francesco il 24 dicembre 2024, il Messaggio termina con l’appello a “motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza, contrastando il diffondersi di atteggiamenti fatalistici” insieme alla mancanza di speranza e la sfiducia costante disseminate nella società odierna:

“Possa essere questo un frutto del Giubileo della Speranza, che ha sollecitato milioni di esseri umani a riscoprirsi pellegrini e ad avviare in sé stessi quel disarmo del cuore, della mente e della vita cui Dio non tarderà a rispondere adempiendo le sue promesse”.

 

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