Terremoto in Venezuela: preghiera e solidarietà della Chiesa italiana

La Caritas di Roma si stringe in una profonda e corale preghiera attorno alla popolazione del Venezuela, duramente colpita dal devastante terremoto. Affidiamo al Signore le anime di quanti hanno perso la vita e invochiamo il dono del conforto e della speranza per i feriti, per le famiglie private dei loro cari e per tutti coloro che oggi si ritrovano senza una casa. Sostieni, o Padre, le autorità, i sanitari, i circa 30 mila volontari e le comunità parrocchiali che, instancabilmente e anche in mezzo alle macerie, si stanno facendo prossimi a chi soffre per custodire, difendere e ricostruire la vita. La nostra comunità diocesana non farà mancare la propria vicinanza spirituale e il proprio sostegno concreto.

Il dramma del sisma: emergenza nazionale

Un violentissimo terremoto di magnitudo 7.5 ha colpito il Venezuela il 25 giugno, lasciando dietro di sé una scia di distruzione, paura e profondo dolore. Il nord-ovest del Paese è stato scosso da due forti e ravvicinate scosse (rispettivamente di magnitudo 7.2 e 7.5), spingendo la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, a dichiarare lo stato di emergenza nazionale.

Il bilancio, ancora provvisorio, parla già di oltre mille vittime, numeri purtroppo destinati a salire man mano che avanzano le delicate operazioni di soccorso tra le macerie. La situazione più critica si registra nello Stato costiero di La Guaira, epicentro della devastazione, ma gravi danni a edifici e infrastrutture si segnalano anche nella capitale Caracas e in tutta la regione centrale del Paese.

 

La Chiesa locale in prima linea tra le macerie

Fin dalle prime ore successive al disastro, la Chiesa venezuelana si è mobilitata per offrire rifugio, conforto e prima assistenza. Monsignor Raúl Biord Castillo, arcivescovo di Caracas, ha riferito che moltissime parrocchie, insieme alla cattedrale e a circa una dozzina di chiese, hanno subito gravi lesioni strutturali; ciononostante, hanno aperto le loro porte per accogliere centinaia di sfollati rimasti senza un tetto per la notte. Attraverse le Caritas parrocchiali è stata immediatamente attivata una fitta rete di solidarietà e primo aiuto.

Ancora più drammatica è la situazione nella diocesi di La Guaira. Il vescovo, monsignor Pablo Modesto González Pérez, ha testimoniato il blackout totale che ha colpito l’area e i crolli diffusi che hanno interessato anche le strutture diocesane, tra cui il seminario: «Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti», ha dichiarato il presule, sottolineando la gravità del momento.

 

Il sostegno concreto della Chiesa italiana

Di fronte a questa tragedia, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha espresso immediata vicinanza. In un messaggio inviato a Mons. Jesús Andoni González de Zárate Salas, Arcivescovo di Valencia e Presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana, il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, ha rinnovato la piena solidarietà della Chiesa italiana:

«Seguiamo con dolore e trepidazione le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto. Ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura».

Alle parole e alla preghiera si unisce un aiuto tempestivo: la Presidenza della CEI ha disposto un primo stanziamento d’urgenza di 500.000 euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. Parallelamente, anche Caritas Internationalis ha annunciato uno stanziamento di 100.000 euro per sostenere i primissimi interventi d’emergenza.

VENEZUELA EARTHQUAKE

L’azione di Caritas e l’appello alla solidarietà coordinata

Le risorse stanziate saranno interamente utilizzate per i soccorsi immediati, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con Caritas Venezuela.

Un’attenzione speciale e prioritaria sarà rivolta alle famiglie più vulnerabili, ai quartieri periferici meno visibili e alle tantissime persone attualmente accolte nelle piazze e nei rifugi temporanei. Le priorità umanitarie nelle prossime ore riguarderanno:

  • Distribuzione di acqua potabile e generi alimentari;
  • Fornitura di medicinali e kit igienici;
  • Accompagnamento e supporto logistico per chi ha perso l’abitazione o vive in condizioni di estrema precarietà.

 

Come aiutare in modo efficace:

Caritas Italiana, rilanciando con forza l’appello di Caritas Venezuela, sottolinea l’importanza di canalizzare la solidarietà esclusivamente attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate che potrebbero risultare inefficienti o persino rischiose a livello logistico. Per questa ragione, si sconsigliano vivamente raccolte di beni materiali in Italia.

Per donazioni www.caritas.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *