01 Novembre 2022 Le ordinazioni dei nuovi diaconi permanenti della Diocesi

Alessandro Faustini, Marco Muser, Marco Peverini e Franco Sciarretta. Sono i quattro candidati che verranno ordinati diaconi permanenti per la diocesi di Roma martedì 1 novembre dal cardinale vicario Angelo De Donatis, nella Messa che presiederà alle ore 17.30 nella basilica di San Giovanni in Laterano. Tra i concelebranti ci saranno i parroci delle comunità in cui prestano servizio i quattro futuri diaconi, mentre l’animazione liturgica sarà affidata al Coro della Diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina. Salirà così a quota 135 il numero dei diaconi permanenti nella diocesi; attualmente sono infatti 131, mentre altri 50 stanno ultimando la formazione.

Cinquantadue anni, carabiniere, padre di sei figli, Alessandro Faustini è sposato da quasi trent’anni con Rita, sovrintendente di Polizia. Frequentano la comunità di Santa Galla e partecipano al Cammino neocatecumenale. «La chiamata si è manifestata nel tempo ed è passata proprio tramite Rita – racconta –, che parecchi anni fa, nel corso di un incontro avvenuto casualmente con un nostro amico professore e già diacono, mi ha esortato a servire il prossimo e a portare frutto per la Chiesa, senza trascurare mai la dimensione familiare». Così Faustini ha iniziato a impegnarsi nel servizio liturgico, nell’assistenza ai malati, portando la Comunione agli anziani e nel volontariato con la Caritas, in vari centri d’ascolto disseminati tra Garbatella e San Paolo.

Impegnato con l’oratorio, l’animazione e la catechesi dei ragazzi, invece, Marco Peverini, 61 anni, sposato con Paola, padre e anche nonno «da otto mesi», come sottolinea con orgoglio. «Come tanti papà ho iniziato a rimettere piede nella parrocchia in coincidenza dell’inizio del catechismo di nostro figlio – ricorda –; doveva essere solo per la durata del catechismo, ma invece eccomi qua! Dicendo tanti piccoli “sì” sono rimasto impigliato nella rete che forse il Signore mi aveva preparato. Fin dall’inizio con mia moglie ci siamo messi a servizio della nostra comunità parrocchiale, a partire dalle piccole cose, poi nella catechesi dei ragazzi e cresima adulti, nella preparazione al matrimonio e delle famiglie al sacramento del battesimo, nell’animazione liturgica». La parrocchia di Santa Maria del Carmelo è diventata una seconda casa per il futuro diacono e la moglie. «La mia vocazione diaconale l’ho scoperta, o forse meglio dire che me l’ha fatta scoprire, la mia comunità parrocchiale – dice –, come se lo avesse sempre saputo, nella quale sono stato chiamato a servire i malati e nella liturgia, prima come ministro straordinario e poi come accolito». Tra tutti, Peverini ci tiene a ricordare in particolare una persona che lo ha aiutato e coinvolto: il diacono Giuseppe Colona, scomparso l’anno scorso.

Marco Muser ha 65 anni, è sposato con Laura dal 1983, padre di due figli, frequenta la parrocchia San Saba all’Aventino. «Per moltissimi anni mi sono occupato dell’animazione liturgica e anche di attività culturali, in una sorta di diaconia di fatto – racconta –. Ho iniziato il percorso di formazione diaconale nel 2016; mia moglie ha accolto con entusiasmo l’inizio di questo periodo di preparazione al diaconato, rimanendo sempre al mio fianco, stimolando, supportando e aiutandomi nel nuovo impegno. Il cammino di formazione diaconale ha maggiormente orientato la nostra attenzione al bene degli altri e ci ha reso sempre più inseriti nelle attività parrocchiali. Siamo consapevoli che l’ordinazione diaconale, grazie al dono dello Spirito Santo, inciderà profondamente nella nostra vita quotidiana con nuovi stimoli e nuove attività relative alla liturgia, all’annuncio e alla carità».

Il decano del gruppo è Franco Sciarretta, 66 anni, impiegato nell’Ufficio ispettivo dei Vigili del Fuoco, della parrocchia di Santa Giovanna Antida Thouret a Fonte Meravigliosa. «La mia è una vocazione adulta – dice –, maturata sperimentando la gioia del servizio prima nella mia famiglia assistendo i miei genitori, poi nell’ambito della pastorale sanitaria visitando i malati presso l’ospedale oncologico Ifo – Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e gli anziani del mio quartiere, infine nella mia parrocchia di Santa Giovanna Antida Thouret, come educatore-catechista di tanti ragazzi per una loro crescita spirituale e umana. Una vocazione che non è solo mia ma anche di mia moglie Tilde e dei miei figli, Ester e Luca».

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